Joke Name Nr. 102
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Luciano to
All on Sat Jul 25 23:02:51 2026
Causa penale contro il reverendissimo prete Don Sculacciabuchi di San Rocco, imputato di aver rinculato in un boschetto un bimbo della sua parrocchia che cola' si recava per viole
Compongono il Tribunale i Signori dottori
BUCHIROTTI, Presidente
FINOCCHIETTI, Giudice
BUCALOSSI, Giudice
SEGHETTI, Pubblico Ministero
FAVONI, Cancelliere
On. INCULATTI, Avvocato Difensore (A.D.)
(Manca il nome dell'avvocato di parte civile, A.P.C.;
si propone: Avv. GUSTAVO DANDOLO)
Udienza Prima
Avvocato Difensore
Mi permetto di chiedere umilmente,
vista la serieta' della vertenza
se concede l'esimio Presidente
di leggere il verbale dell'udienza.
Presidente
La cosa e'troppo giusta e naturale;
Cancelliere, ci legga il suo verbale.
Cancelliere
L'anno milleottocentonovantasei
del giorno ventisette di quel mese
che i ciuchi vanno in culo e portan sei,
l'egregio Tribunal Babilonese,
con l'avvocato Rumme in presidenza,
messa la mano al culo, apre l'udienza.
Si discute la causa penale
contro Sculacciabuchi da San Rocco,
imputato di aver, con magistrale
arte, attirato un giovanetto sciocco,
e avergli messo in culo dieci dita
di grossa fava lucida e forbita.
Presidente
Ordino che sia prima interrogato
sopra l'atto di accusa il delinquente.
Si faccia alzare in piedi l'imputato;
Lei sieda pur. Dunque, si sente
la grossa fava un poco indolenzita
dopo aver fatto in culo quella gita?
Sculacciabuchi fa le sue querele
per lÆinfamante accusa, ma confessa
dÆaverlo stropicciato fra le mele
del giovinetto, avanti di dir messa.
Manca allÆappello, solamente un teste,
il medico dichiara che ha la peste.
La prima testimone Sparacazzi
depone, che passando da un giardino
dove di giorno giocano i ragazzi,
vide tra l'erba un uomo che, supino,
stringeva fra le mani come un pazzo
quel coso che le donne chiaman cazzo.
Dice quindi, con giro di parole,
che la fava che vide era si' grossa
da somigliare quasi a un girasole.
La teste e' conturbata e si' commossa
che confessa all'egregio Tribunale
che scapp= a casa e fecesi un ditale.
Presidente
Tiriamo via con queste confessioni
che non si fanno davanti ai magistrati.
Dica piuttosto: Vide i due coglioni
fuor dei calzoni, oppure rannicchiati?
Testimone
Non so.
Presidente
Capisco, in quell'agitazione
non guardo' troppo attenta alle persone.
Poscia, il secondo teste Ezio Pompini,
figlio di Gaudenzio da Poppiana,
e dÆ Ida Seghi, vedova Casini
di professione celebre puttana,
vien chiamato in udienza, e con far lento
fa, cavando la fava, giuramento.
Il giorno trenta del mese passato
mentre stava sbucciando un bel limone
che il teste confessa aver rubato
nel giardin del Casino in Via Limone,
scorgeva tra le piante di un boschetto
un cazzo, un culo, un prete ed un bimbetto.
Data pero' la miopia cadente
il teste non sa dire di chi fosse
il culo o il cazzo; solo fa presente
che tutti i movimenti e quelle scosse
che sono proprie ad uno che e' sul gusto,
e' riuscito a vedere in modo giusto.
Il terzo testimone Cacaspini,
figlio del Cardinale Buconero
e d'una tenitrice di Casini,
giura sull'ano suo d'essere sincero:
che il lamento che udi' quella serata
gli parve d'un che ponza una cacata.
Presidente
Vada pur. Ci son piu' testimoni?
Usciere
Nessuno piu', o illustre Presidente.
Presidente
Meno mal. Gia' ne ho pieni i coglioni
di questa gente che non ne sa niente.
Per avere un criterio piu' compito
udrem la relazione del perito.
Perito
Io cito a questo egregio tribunale
quanto risulta da severa inchiesta
ch'io feci gia' nell'orifizio anale
del giovinetto Febo Succhiacresta;
e sul cazzo robusto e prepotente
dello Sculacciabuchi don Clemente.
Comincio col citare i connotati
relativi, puo' dirsi, al vero attore
e gia' da un testimone confermati
in presenza del Giudice Istruttore.
Misura della fava all'accusato:
superficie un decimetro quadrato.
Volume in metri cubi addirittura.
Perimetro centimetri diciotto,
e dalle palle sino alla costura
Þ lungo ben centimetri ventotto.
Segno particolare, all'occasione,
e' il grosso neo che e' in cima al cornicione.
Presidente
Son giuste e sagge queste osservazioni.
Vediamo un po': l'egregio reverendo
ha avuto scolo, o alcune ulcerazioni?
Imputato
Ma no...
Presidente
Creda, me ne intendo...
Avvocato Difensore
Se ne intende? Non certo di sua scienza,
che' non fu buono a farne l'esperienza.
Presidente
Ma cosa dice questo farfallotto?
Da giovane ho chiavato come un mulo;
certo, ora che sono un po' anzianotto...
Avvocato Difensore
Oh, lo sappiamo; ora lo piglia in culo.
Presidente.
Basta cosi e parli ora il Perito.
Perito
Ecco, Signor, posson toccar col dito
Quanto accertai nell'ano strapazzato
della parte che ben puo' dirsi lesa.
Con tale violenza fu sfondato
che lo stomaco ormai non ha difesa
nei giravolti che fa l'intestino,
che pare molto simile a un catino.
+ un condotto slabbrato che dall'ano
va diritto all'insu' fino al palato,
di cui si scorge il rosso melograno
occhieggiando dal culo frantumato.
Darebbe, direi quasi, l'impressione
di guardar nel traforo del Sempione.
Presidente
Elogiando le esatte osservazioni
del piu' dotto dei nostri specialisti
passiamo ad ascoltare le concioni
che faranno gli illustri penalisti
che difendono l'una e l'altra parte
con gran preparazione e vera arte.
Terminata in tal modo l'escussione
dei testimoni tutti, il Presidente
da' la parola al Minister Cazzone,
pregando di far presto, che e' impaziente
d'andar con la Primetta sulle mura
a farsi una chiavata di premura.
L'udienza vien rimessa alla mattina;
l'imputato ritorna in carbonaia,
il Presidente va da Primettina,
il Cancelliere dalla Giornalista;
e i giudici del Regio Ministero
vanno a farsi una sega al Battistero.
Udienza Seconda
Avvocato di Parte Civile
Domando di parlar.
Presidente
Favelli pure.
Avvocato di Parte Civile
La famiglia del bimbo rinculato
ritenendosi offesa nell'onore,
non intende ragioni, Dio sagrato,
chiedendo quindi che gli sia pagata
mille lire ogni crespa rovinata.
Presidente
Come se non bastasse il lavorio
che si e' gia' fatto intorno alla questione,
e degli altri avvocati il buggerio,
mancava la civil costituzione!
Parli, dunque, si sbrighi, e badi all'ano,
chi l'imputato non le sta lontano.
Avvocato di Parte Civile
Fin qui le risultanze del processo
ci portano a una sola conclusione:
quest'aula dove siam non e' che un cesso
ove a deporre vengono persone...
Presidente
Avvocato, non faccia il puritano!
Avvocato di Parte Civile
Se crede parlo con la fava in mano.
Presidente
La fava, ecco, facciamoci capire,
se la rivoghi in culo, mondo cane!
Avvocato di Parte Civile
Allora lei mi lasci proseguire
se non vuole che dica cose strane;
perche' qui non ci son certo a casaccio,
ne son venuto a farci il bischeraccio.
Insisto nel volere dimostrare
l'influenza che avrebbe quest'ambiente
sui giudici... (Pres.) Non puo' continuare!
Avvocato di Parte Civile
Mi lasci proseguire, Presidente...
Presidente
Avvocato, fa troppe digressioni...
Avvocato di Parte Civile
E invece Lei mi ha rotto gia' i coglioni.
Dunque come dicevo, in quest'ambiente
dove regnar dovrebbe castita',
checche ne dica il sommo Presidente,
c'e' solamente un puzzo: baccala'.
Data dunque quest'aria che ci spira
par d'essere in casin da mezza lira.
Fatta questa mia breve digressione
entro tosto nel culo al mio cliente
facendo questa mia interrogazione:
E' stretto o largo?
Presidente
Mondo e poi serpente,
questae e'di nuovo conio: l'avvocato
va gia' nel culo al suo raccomandato.
Avvocato di Parte Civile
Senta, se mi fa un'altra interruzione
smetto immediatamente di parlare.
Che son venuto a fare, qui, il coglione,
oppure la giustizia a illuminare?
Presidente
Allora non divaghi ogni momento...
Avvocato di Parte Civile
Sono nel culo, e quindi in argomento.
Orbene, il mio discorso proseguendo,
dira' che al mio cliente disgraziato,
dal qui presente poco reverendo,
fu tutto il tafanario rovinato;
e vedendolo voi, meravigliati,
direste: che e' passato il ciuco di Bati.
E come il ciuco ormai tradizionale
il pingue prete ha grossa la cappella;
ed egli, miei signor del Tribunale
di culi fece piu' di una padella;
e fra quei suoi delitti che e' l'orrendo
consumato sul bimbo che difendo.
Fra le natiche rosa e rotondette
di questi, penetrando con furore,
il cazzo di quel prete vi fe' un sette,
e la punta sfiorogli il paracuore,
riducendo a quel povero figliolo,
come si dice, il cul come un paiolo.
Per cui, o miei signori della legge,
dal deretano del cliente mio
escono spaventevoli scorregge
che sembrano il castigo del buon Dio;
e m'affermo' poc'anzi sua cugina
che quando caca ottura la latrina.
Ma che di piu', illustri miei signori.
Trovandosi ier l'altro il mio cliente
con altri suoi compagni a cacar fuori,
fece uno stronzolone si imponente
che certo lo potrei paragonare a
quel che gli elefanti soglion fare.
Pensate che la piccola canaglia
ha issato tosto su quel colonnino
non il tradizional fuscel di paglia
con sullÆestrema punta un fogliolino,
ma addirittura un grosso e bel bastone
con in cima un giornale: la Nazione.
Un'altra volta, essendosi purgato,
fece nella latrina della scuola
uno squaqquarellio si' prolungato
da renderla...
Presidente
Le tolgo la parola!
Ma scusi, parla qui a dei magistrati
o a dei bottinai matricolati?
Avvocato di Parte Civile
Gia', ma intanto la mamma del bambino
Þ costretta ad adottare un espediente.
Che quando il bimbo ha roba nel pancino
che vuole uscir precipitosamente
a letto se lo corica bocconi
e chiama il bottinaio degli stalloni.
E questi arriva con il carro botte,
mette nel culo al bimbo un gran canale,
poi ti gira il manubrio, e buona notte:
passa il liquame, e come' naturale
viene svuotato il povero bambino
come se fosse un misero bottino.
Or mi domando: perche' quella iena
invece di sciupare un ragazzino
non ando' in culo all'ottimo Scatena
che ha il culo largo al pari di un catino?
Perche' non si reco' dalla Carlotta
che alloggerebbe un treno nella potta?
Perche' quel prete lurido inumano
quel suo furor frenetico asinino
se volea delle nuove sensazioni
non ando' dalla celebre Scoiano
a farsi leccheggiar fava e coglioni?
Sfogato avrebbe con un bel pompino.
O nelle carni della prima donna
che avesse chiappe turgide e pastose,
laggiu', per la santissima Madonna,
poteva smammolarsi in mille pose:
a potta indietro, oppure a buo punzone,
che e' sempre la piu' bella posizione.
Insomma, se volea farsi leccare
dalla punta dei pie' fino ai capelli,
dovevasi al postribolo recare
in cerca di espertissimi budelli.
Se volea scoscio lungo e topa fine
poteva andare dalle chellerine...
Avvocato Difensore
Ecco, se mi permette lÆavvocato,
vorrei fare una breve osservazione:
Lei qui difende il suo raccomandato
o di ruffianeria ci de' lezione?
E dato che ci da' tanti indirizzi
manca solo che il cazzo mi si rizzi.
Avvocato di Parte Civile
Per quello, eccellentissimo collega,
c'e'la sua distintissima signora,
la quale mi ha gia' fatto qualche sega;
e posso assicurar che lo lavora
con una grazia tutt'affatto nuova,
come se avesse in mano un frullauova.
Ma ritorniamo al triste delinquente.
Egli volle provare il buco stretto,
ed afferrato un povero innocente
disse: Vieni, all'occhiello un fior ti metto.
E il fiore, son d'un teste le parole,
non era una gaggia, ma un girasole.
E notare, illustrissimi signori,
che anzichÚ la retorica figura
essere esagerata nei colori,
Þ invece resa tenue addirittura,
in quanto a me risulta da unÆinchiesta
che la fava del prete ha barba e cresta.
LÆegregio difensor muove le spalle
in senso di diniego: non ci crede?
Si faccia un poÆ sfiorare dalle palle
del prete il proprio culo, e se ne avvede
Avvocato Difensore
O se la faccia accarezzare lei...
Avvocato di Parte Civile
Io le vado nel culo e porto sei!
Presidente
Ma signori; porchissima miseria,
se seguitiamo cosý, proprio davvero,
si va a finire in una cosa seria.
Qui, lo sapete, solo il Ministero
lo prende in culo; fuori di qui miei cari,
rinculatevi pure, e siete pari.
Avvocato di Parte Civile
Come dicevo, da una scrupolosa
inchiesta fatta con ciascuna ganza
dellÆimputato, stabilii una cosa:
ce lÆhanno tutte come questa stanza.
E del lor culo, e della loro fia
Þ rimasta una sola galleria.
Dunque, egregi signor del Tribunale,
riscontrata la grave infermitÓ
che un cazzo immane soprannaturale
producesse al mio cliente, si vedrÓ
allÆaccusato animalesco prete
la pena che voi giusti applicherete.
Chiedo che la Giustizia sia inclemente.
Spero che il vecchio ed irrisorio motto
non vorrete applicare al mio cliente:
"restar senza quattrini e il culo rotto"
O lÆaltro detto ritirare in ballo
che fa: "fuor del mio culo Þ sempre fallo".
Ma io son certo che pronuncerete
una sentenza qual ci vuol severa;
altrimenti, vuol dir, mÆobbligherete
a portar le mutande di lamiera,
perchÞ non voÆ, trovandomi a girare,
sentirmelo nel culo rivogare.
Presidente
Uditi dunque i pochi testimoni
dellÆefferato stupro consumato
da un prete che va in cul fino ai coglioni
ad un giovane saggio e consumato
uditi i lagni della parte lesa,
io lascio la parola alla difesa.
Avvocato Difensore
Aula solenne, nel mirarti freme
di sacrosanta reverenza il petto.
Incliti membri qui raccolti insieme,
il vostro nobil venerando aspetto
tanta tema mÆinfonde, e tal ribrezzo,
che fin lÆuccello mi rientra in mezzo.
PerchÚ sÆio vesto di meschini motti,
quanto di veritÓ la lingua espone,
avviene perchÚ son fra tanti dotti
sul grande tema della mia questione,
che il dizionario chiama Sodomia
e il dialetto volgar culetteria.
E se di questa sensazion carnale
pronunciar non sapr= retto giudizio,
pensi benignamente il Tribunale
che in materia di culo son novizio;
infatti fino a qui mi son difeso,
e grazie al cielo non ce lÆho mai preso.
A te, devoto, mi rivolgo intanto
celeste gerarchia dei culattieri
che siedi a destra del finocchio santo;
e a te, San Lino, primo fra i primieri,
chÚ per merito tuo gli angeli invano
giran pel cielo col lucchetto allÆano;
E a San Luigi leverei il pensiero,
giustamente dei buchi almo patrono,
se dal suo posto, da non molto invero,
levato non lÆavesse Pio Nono
che gli ha sostituito Santa Ghita
sverginata, puttana e sodomita.
O San Gaudenzio, eccelso porporato,
del culo venerato estimatore,
dopo aver santamente rinculato
la curia, il vescovado e il suo priore,
lÆhai rivogato poscia fra le mele
perfino dellÆArcangel Gabriele!
E tu, Fra Cazzo, insigne bacchettone,
che mescolando il cazzo alla morale
rinculato ti sei con devozione
tutti gli abati della Cattedrale,
e se ti regge lÆosso della schiena
vai in culo alla Diocesi di Siena.
Ed ora a SantÆErmete alzo preghiera,
dei santi inculatori, principe eletto
che rinculava da mattina a sera
il Santo Padre imbastardito a letto;
e poscia in suo suffragio sÆÞ fottute
fin le galline delle sue tenute.
NÚ te tralascio, illustre Papa Sisto,
che di preti di frati e di eminenze
sui culi pretendesti apporre un visto
con le tue mascoline pertinenze;
per dimostrare i sensi tuoi guerrieri
lo rivogavi in culo ai granatieri.
NÚ te, Giove lascivo, del cosciale
e della sega protettor famoso,
nella campagna dellÆamor carnale
tanto costante e tanto vigoroso,
che nel lasciare questa valle dÆEva
sbrodasti in mano al prete che ti ungeva.
Ed ora voi sommessamente imploro
Geni dÆArcadia, porci e poi fottuti,
Anacreonti dallÆuccello dÆoro
fra lÆarpa e il culo alle virt¨ cresciuti,
che sfacciati belate inni al pudore,
rossa la fava dellÆaltrui candore.
Farete grazia allÆorator novizio,
chÆÞ pavido davanti a tal sapienza;
e se il vostro favor sarÓ propizio
mostrer= con la storia e con la scienza
che il metterlo nel culo in conclusione
lÆorgano aiuta della digestione.
Era quellÆora in cui lÆafa opprimente
fa nellÆombra cercar dolce ristoro;
lÆora in cui acuto ogni desir si sente
e che tramuta ogni mortale in toro;
lora in cui lÆuomo, per segrete vie,
ha pi¨ tendenza a far le porcherie.
NellÆombra di un dolcissimo boschetto
prete Sculacciabuchi da Firenze
stava sdraiato con un giovinetto
giÓ caro a lui per lunghe contingenze;
e tra lÆindice e il medio dolcemente
il ganascino gli stringea sovente.
Non vi dir= con vividi colori
la soave beltÓ di quellÆadone
per tema di destarvi, o miei signori,
qualor non sia giÓ tardi, lÆerezione;
e con un dubbio non del tutto strano
mi porto al culo la sinistra mano.
Per farla corta vi dir= soltanto
che quella birba ammazzerebbe un morto;
e se trovato se lo fosse accanto
Lazzaro, non appena fu risorto,
rinculato lÆavrebbe addirittura
a buo punzone nella sepoltura.
Lo stesso Adamo, in onta alla lezione
pei nepoti e per lui cosý fatale,
se comparir vedesse da Plutone
uno squarcio di culo a questi uguale
si giocherebbe con la stessa sorte
lÆEden con le sue fiche vive o morte.
Dunque il tenore dellÆaccusa in atti
dice che questo prete in conclusione
dalle carezze addivenisse ai fatti,
e con lÆuccello fuori del calzone
cominciasse a saltare a manca e a dritta
come giovin soriano a coda ritta.
LÆaccusa qui lasciva ci ripete
i morsi i baci e le carezze impure;
dice fra lÆaltro che lÆavido prete
strofinando lÆuccello alle costure
del tenero garzone, lÆappellava:
"o cocco della mia paterna fava".
E dice che alla fin, rotto ogni freno,
qual dÆapi in alvear maligne vespe,
ardisse dilatargli in un baleno
le tenerelle trentacinque crespe
versando in culo al giovinetto vago
non brodo, ma gomitoli di spago.
E, questo lÆepisodio, tale e quale
chÆoggi lÆaccusa appella Sodomia!
Episodio innocente e naturale
che a raccontarlo in una frateria
cÆÞ da vedere, come i cani allÆosso,
i frati tutti al provinciale addosso.
Questo il fatto; e adesso miei signori,
col buon senso alla mano e la ragione,
in primis domando a lor signori
se Sodomia la cronaca in questione
chiamar si possa; e ammesso il postulato
che il metterlo nel culo sia peccato,
Dieci dita di muscolo virile
abboccato col visto del priore,
formano in ogni societÓ civile
un nodo indissolubile dÆamore,
ebben nel libro della Creazione
di questo visto non vi sia menzione.
Ora, se due persone incivilite
sÆincontrano in campagna o per le vie
e fra un discorso e lÆaltro incalorite
fanno, per cosý dir, le porcherie,
comÆÞ che cÆentri lÆarbitro del fisco
questo, signori miei, non lo capisco.
Mi si dirÓ: nel caso qui presente
non si tratta di copula usuale
celebrata da sesso differente,
bensý di confusione sessuale;
specie di nozze allÆuso pecorino
fra cittadino maschio e cittadino.
Ed a qualcun pu= fare meraviglia
ripensando alla carica meschina
che il culo rappresenta anche in famiglia
dove gli han destinato la latrina
e nella scienza che nei suoi misteri
gli consacr= la canna dei clisteri.
NÚ cambiare si pu= la sua natura,
chÚ il destin gli riserba lÆorinale;
ed anzi pu= stupire addirittura
che lÆuom confonda lo spirituale
con gli escrementi e faccia dellÆamore
una partita di cattivo odore.
Per= di questa grave congettura
il Creatore non se nÆÞ occupato;
e vi sfido a trovar nella Scrittura
un passo dove il culo sia citato.
SarÓ per pudicizia, ma per me
cÆÞ una ragione logica, e cioÞ:
che il cazzo non ha occhi giÓ si sa,
onde non cÆÞ ragione sufficiente
di farne un caso di moralitÓ
se un cieco sbaglia lÆuscio dÆun ambiente;
per ascriverlo a colpa bisognava
che avesse avuto gli occhi anche la fava.
E molto pi¨ nel sesso femminino
dove questi due buchi spalancati
allÆuno lÆaltro stan cosý vicino
che chissÓ quanti mai si son sbagliati,
e quanti mai mariti in capo allÆanno
sono andati nel culo e non lo sanno.
Valga lÆesempio di David il santo,
che fornicando allÆuso pecorino
glielo recapit= nellÆuscio accanto;
ma se ne avvide sol quando, al mattino,
nel fare la sua solita abluzione
ci trov= in cima un seme di popone.
Quindi secondo me questo sfintere
in questo campo colpe non ce nÆha;
per=, prima di emettere un parere
esaminiamo con serenitÓ
le prove e i documenti di ragione,
dallÆaccusa portati in discussione.
Dice una testimone non sospetta
di aver visto in quellÆora lÆaccusato
a pancia allÆaria sulla molle erbetta
col cazzo dalle braghe spenzolato,
di cui la fava, son le sue parole,
la superficie avea dÆun girasole.
LÆaccusa alza la voce ai quattro venti
e fa di quel deposto il suo timone;
ma siamo giusti, giudici sapienti,
che cosa prova questa affermazione?
Per me, se si vuol essere imparziali,
prova due sole cose, ed ecco quali:
che il mio cliente, Dio lo benedica,
possiede un cazzo da museo romano;
e che allora, sognando qualche fica,
se lo teneva frascheggiando in mano;
refrigerio, per legge, competente
ad ogni cittadino indipendente.
Piuttosto, e qui tocca la morale,
ha dichiarato quella donnicciola
(ripeto il suo discorso tale e quale),
dopo aver visto sulla verde aiola
balenar quel gran cazzo porporino,
che and= di corsa a farsi un ditalino?
Un altro testimone smemorato
racconta di aver visto due compari
lÆuno sopra dellÆaltro accavallato
precisamente come due somari;
ma non dice peraltro il sempliciotto
quale stesse di sopra e qual di sotto.
Nel dubbio qual dei due fosse lÆattore
potrebbe il mio cliente, e con ragione,
prendere il posto dellÆaccusatore;
tanto pi¨, sia detto in confessione,
che un perito dellÆarte gli ha trovata
la madrevite al culo un poÆ spanata.
Un terzo testimone, un giovinetto
che si dÓ lÆarie da scandalizzato,
racconta che passando da un boschetto
udý un certo respiro affaticato
uscir di mezzo a quelle verdi fronde
come di gente stitica che ponde.
Ecco, dice lÆaccusa, ecco tal quale
la prova del flagrante atto funesto;
ma qui faccio osservare al Tribunale
che chi riceve un cazzo come questo
fra le fragili crespe deretane
non ponde, ma guaisce come un cane.
Quanto sia lÆorifizio delicato
dica lei, Presidente, per piacere;
mi racconti quel fatto disgraziato
allorquando nel mettersi assedere,
inciamp=, Dio ci guardi, in quel fuscello,
e dica un poÆ che spasimo fu quello!
QuestÆÞ la prova dellÆaccusa;
questi del supposto reato i documenti.
A voi pertanto, Magistrati onesti,
spetta di giudicar se sufficienti.
Ma prima di risolver lÆargomento,
dÆascoltarmi, vi prego anco un momento.
Sia per effetto di gravitazione,
sia per certa libidine impudica,
sta di fatto che lÆuomo ha inclinazione
a mettere il suo cazzo nella fica;
divertimento il quale, a dir fra noi,
costa un fottýo dal matrimonio in poi.
Ma visto che le uscite di famiglia
superavan lÆentrata quotidiana,
lÆuomo, che spesso economia consiglia,
pass= da mezzogiorno a tramontana;
e fatto un giro, con lo stesso metro,
invece che davanti and= di dietro.
Date dÆaltronde le fave spietate
di MosÞ di Golia, di Gedeone,
le pertinenze delle donne amate
avean preso si vasta proporzione
che il popolo di Dio, se tu ci credi,
cÆentravan dalla testa fino ai piedi.
Dillo, Rebecca, di che fava armato
fosse Isacco, allorchÚ la prima sera
ti mozz=, solo ad abboccarla, il fiato;
fava cotal che rivogata intera,
con una curva che non si descrive,
ti fece capolin fra le gengive.
Taccio la fava di NoÞ, che o Dio,
mosse il singhiozzo a chi la vide ritta;
NÚ Giona il ghiotto rammentar voglio
il qualÆ sÆÞ vera la leggenda scritta,
ammazz= nientemeno una balena
a forza di cazzate sulla schiena.
Nel libro del fatidico Daniele
si legge di quel celebre Monzino
sagrestano del tempio dÆIsraele,
che avvoltosi alla fava uno stoppino
su di una panca messosi a sedere
accendeva col cazzo le lumiere.
E chi non sa di noi che quella gente
invece di segnar le cose sue
nel taccuino, per tenerle a mente,
si faceva nel cazzo un nodo o due,
in quella guisa che la donnicciola
la cocca annoda della sua pezzuola?
Si legge dÆIsmaele che assediato
si mettesse a pisciare incautamente
dai merli di un bastion fortificato;
ma se ne accorse lÆinimica gente
che sÆavvent= sul cazzo, e con destrezza
mont= di sopra e prese la fortezza.
Assuero sý lunga fava avea
che a pisciare dallÆalto era forzato;
e per di sotto i servi in gran livrea
con pali lo tenevano obbligato;
sý che visto quel cazzo alla fontana
un condotto parea dÆacqua piovana.
A questo lusso di muscolazione
aggiungi un pizzicor senza misura
che le nipoti del gran Salomone
nei cavi possedean della natura;
anzi, a quanto ci dicon gli scrittori,
nessun riuscý a calmar tali calori.
Infatti Agar, benchÚ la Storia taccia,
invasa da una ria febbre uterina
giva ululando pel deserto in traccia
di qualche grossa fava adulterina;
e solo dopo averne avuti trenta
dicea: stanca sar= ma non contenta.
Ruth, che andava per far acqua al pozzo,
trovatovi per caso un giovanotto,
lo fece rimaner col fiato mozzo
perchÚ ne volle fare quarantotto;
e mentre a lei cresceva lÆappetito
quello era bellÆe morto intisichito.
Ester, e questa non Þ vil fandonia,
dimostr= nel chiavar tal resistenza
che distrusse lÆImper di Babilonia
avendo smidollato con coscienza
- con la fica, la bocca, e con la mano -
tutto quanto lÆesercito persiano.
E, certo che il calor di quelle donne
produceva gli scoli a segno tale,
che il Sindaco dellÆinclita Sionne
in mancanza di visita fiscale
alle potte pi¨ sane per controllo
ci appiccicava sopra un francobollo.
Un poÆ per questo, e un poÆ perchÚ le potte
a forza di chiavate colossali
sembravan divenute delle grotte,
e le fave, pur grosse come pali,
ci sguazzavano come in un pantano,
il preferito allor divenne lÆano.
Da ci=, dei Sodomiti la gran corte,
o amore tra specie mascolina
detta per soprannome sesso forte,
e Sodoma, del culo la regina,
dove il furor cosý gli uomini invade
che si montano addosso per le strade.
Perci= la Grecia, madre di sapienza,
madre divien dÆinsigni bucaioli;
anzi in Atene questa pia tendenza
predominava nei sapienti ruoli,
che i libri e i manoscritti ci han lasciati
di sudore e di brodo infrittellati.
NÚ basta; quei filosofi eruditi
studiando, vanno in culo al tempo stesso;
e mentre si studiavano i quesiti
si tenevano il cazzo genuflesso
giÓ fra le gambe, sotto il tavolino,
come sÆusa far noi con lo scaldino.
Presso i Romani poi la Sodomia
varia secondo i gusti e le persone:
cÆÞ chi lo piglia per economia
e chi lo prende poi per distrazione;
fatto sta che i Romani, belli o brutti,
lÆarte del cul la conoscevan tutti.
Ai tempi del famoso Cincinnato
quando la vera civiltÓ fioriva,
di prenderlo nel culo era indicato
come cura direi rinfrescativa,
tale e quale oggidý pei Fiorentini
andare allÆacque di Montecatini.
Mario, che dappertutto mescolava
la disciplina alle virt¨ severe,
applic= la ginnastica alla fava,
e fatto di un finocchio un bersagliere
un premio istituý di propria borsa
per chi lo rinculava di rincorsa.
Silla fu pi¨ di Mario illuminato;
difatti, giunto a Roma vincitore,
in segno del potere conquistato
salý in palazzo e rincul= il Pretore;
quindi dal cancellier Quinto Manuzio
si fece opporre un visto sul prepuzio.
Cesare taccio, poichÚ tutti sanno
che nel culo ci andava e lo pigliava;
e Pompeo, che ci mise pi¨ dÆun anno
a provar dei suoi militi la fava;
e sembra che anche il fulgido Ottaviano
avesse un poÆ spanato il deretano.
Ricordo appena il sommo Cicerone
che in culo lo pigliava alla mattina,
ma dopo pranzo, per la digestione,
lo rivogava in culo a Catilina;
la storia afferma poi che Plinio il dotto
avea di certo lo sfintere rotto.
Il figlio di Agrippina assai pi¨ fiero
fece del culo scempio singolare;
e dopo che inculato ebbe lÆimpero,
non sapendolo pi¨ dove ficcare,
fattosi fare in terra un buco tondo
fantastic= di rinculare il mondo.
Vitellio, il successore di Nerone,
a guazzo lo tenea nellÆintestino
come si fa pei capperi in fusione.
Ce lo mise una volta sul mattino
e lo lev= alla fin della giornata
che sembrava unÆanguilla marinata.
+ noto che, bramando il deretano
pi¨ dÆogni cosa, avanti di morire
abdicasse il divino Diocleziano
e un palazzo facesse costruire;
laddove, messi i servi a buo punzoni,
andava loro in cul fino ai coglioni.
Quando sali al potere, Costantino
proibý di duellare ai gladiatori,
che invece, attorno a un tondo tavolino
correvan con il culo e il cazzo fuori;
sicuramente il motto nÆÞ venuto
che dice: "Chi si ferma Þ giÓ perduto".
Nel medio evo il culo della gente
era un diritto della Signoria.
Difatti Don Rodrigo, prepotente,
nella restituzione di Lucia,
volle per fatto primo e rigoroso
caricarlo nel culo anche allo sposo.
Isabella di Spagna, il cui marito
da tempo era lontano contro i mori,
dopo aver provato se col dito
potesse un poÆ calmare i suoi calori,
infine non trov= cosa migliore
che farsi rincular dal confessore.
Dante non taccio, illustre letterato,
che a mezzo del cammino di sua vita
si ritrov= con lÆano rovinato
senza sapere come fosse ita;
perci=, per consolarsi, lÆinfelice,
lo rivog= nel culo a Beatrice.
Cristoforo Colombo, il genovese
illustre amante della sodomia,
era andato nel cul a pi¨ riprese,
perfino ai Dogi della Signoria;
e par che intraprendesse i suoi viaggi
per poter rinculare anche i selvaggi.
Il Borgia, detto Duca Valentino,
culattiere di fama nazionale,
ridusse lÆano al pari di un catino
ai membri della gran corte papale;
e ritenendo fosse una facezia
lo rifil= nel culo anche a Lucrezia.
Dopo, sotto il sistema livellario,
lÆaffitto fu pagato anche in natura;
per modo che se un dý lÆaffittuario
o lÆinquilina, per disavventura
alla scadenza non avea denari,
lo pigliava nel culo e tutti pari.
E dato il caso di contestazione
fra il canone pagato e non pagato,
il debitore della prestazione
per dare prova del suo vero stato
era costretto, anche dÆinverno crudo
a mostrar la quietanza a culo ignudo.
Ma assai dissi di cronaca profana;
passo in rivista le galanterie
della Chiesa Cattolica Romana
che in materia di certe porcherie
ha preso degli impegni colossali
basandosi sui libri dottrinali.
Fra le celebritÓ tradizionali
taccio il domenicano fra Nerbone,
da Dio provvisto di coglioni tali
che in ogni sua devota polluzione
sputar solea dallÆuretra infiammata
di liquidi fratini una manata.
Taccio il padre Conforti, il pi¨ potente
dei figli del Beato Segantini.
Costui, nel rinculare uno studente
gli sconquass= talmente gli intestini
che a mettergli una pipa col cannello
il fumo gli sortiva dal cervello.
Nel manuale di meditazione
dal reverendo Padre Meo composto,
si narra di quel frate buggerone
che sotto la canicola dÆagosto,
invaso da libidine asinina
rinculava a distanza una gallina.
Pochi dý dopo, il cuoco fra Bastiano,
mentre stava per fare una frittata,
casualmente si trov= per mano
lÆuovo della gallina rinculata;
lo ruppe, e nÆuscý fuori, immaginate,
lÆuovo mezzo pulcino e mezzo frate.
Vi lascio immaginare il lavorio
dei teologhi tutti e dei casisti;
chi lo disse un miracolo di Dio,
chi del diavolo, e accese il "lumen Christi".
Ma il principaleÆ che non fu una rapa,
mise lÆuovo nel piatto e and= dal Papa.
Laggi¨, dove le teste son quadrate,
si rise della povera gallina,
e solamente si costrinse il frate
a non mangiare pi¨ carne pollina,
e questo per escludere il periglio
che qualche volta si mangiasse il figlio.
+ noto che perfin ie monachine
sebben fin da novizie abituate
a far scambievolmente da lecchine,
a prenderlo nel cul sono addestrate;
e devote si fanno sfruconare
la fine del canale alimentare.
Son tali condizion dÆobbligo rese
da che Suor Chiara, nata a Marcatale,
diverse volte nella fica prese
il ben tornito bischero papale;
e la meschina si sentýa morire,
chÚ il mestruo non voleva comparire.
La poveretta allor, fra tali angosce,
di prenderlo nel cul fioretto rese,
nÚ mai pi¨ nel futuro fra le cosce;
e poco dopo le torn= il marchese.
Da allor la locuzione non Þ rara
che suona: "Laus Deo", disse Suor Chiara.
Si narra che un bel giorno Suor Giuditta
precipitava gi¨ dal quinto piano
pel desiderio della fava dritta,
che un frate, nel pisciar, teneva in mano;
ma quel cazzo, nel culo penetrato,
le impedý di schiacciarsi sul selciato.
PoichÚ pareva che gli stesse a cuore
di serbare per sÚ quellÆorifizio,
essendo lý presente, il Superiore
riferý la faccenda al SantÆUffizio,
il qual, con lÆjus canonico alla mano
(che a dovizia contempla il deretano),
Rimase in forse; chÚ, sebben sia scritto
che cul di suora oppur di novizia
spetta al Padre Priore di diritto,
ancor resta indecisa la Giustizia
se il frate lo si debba castigare,
oppure lo si debba ringraziare.
A dare impulso alla culetteria,
- da tempo pi¨ gradita al Concistoro
che sempre fu nemico della fia -
venne lÆerrata idea di Fracastoro
che dalla potta derivasse
solo la peste, la sifilide e lo scolo.
Ma quei poveri culi strapazzati
da tanti amanti della sodomia,
dimostrarono presto a preti e frati
dÆesser vettori della malattia;
ed Þ cosý che pi¨ dÆun Cardinale
ha usato la pomata mercuriale.
Ma del resto si sa che in Vaticano
Þ dÆobbligo lÆavere il culo rotto,
e forma unÆeccezione chi lÆha sano.
CÆinforma dÆaltra parte Vico il dotto
che solo SantÆIgnazio di Loyola
teneva. attorno al culo una tagliola.
Di recente, Don Canzio da Lambrate
di tre bimbe le fiche verginelle
ridusse sl profonde e sl slabbrate
e larghe, che sembravano padelle;
ma per castigo al suo furor bestiale
fu chiuso in manicomio criminale.
La Chiesa, che considera la fica
del demonio sacrilega invenzione,
scomunicata, impura ed impudica,
gli dette la severa punizione;
se invece avesse in culo fornicato,
a questÆora sarebbe porporato.
Infatti sÆÞ saputo dal giornale
che il prete di San Quirico alla Vena,
stanco della Perpetua sinodale,
invitava le donne alla novena
ed una ad una se le rinculava
con una quanto mai robusta fava.
Impensierito, il Vescovo locale,
per gli intestini delle sue devote
riferisce la cosa al Tribunale;
ma il presidente delle Sacre Rote,
appoggiandosi al detto di Lucano
"licet marito titillare in ano",
Decise che i Santi dottrinali
permetton senza tema dellÆinferno
di fregarlo ai sacchetti emorroidali;
tanto pi¨ un prete, chÆÞ ministro interno,
potrÓ senza cimento di pudore,
passar dal culo per entrar nel cuore
Ma farei tardi se mostrar volessi
che la Chiesa Cristiana dominante
in materia di culo di ambo i sessi
fu sempre e si mantiene tollerante.
Per tema di rendermi sgradito
vi racconto questÆaltra ed ho finito.
Padre Oliva, maestro di latino
rinculava a distesa un bel novizio
fresco come una rosa di giardino,
e tal gli avea ridotto lÆorifizio
chÆegli potea mangiare senza sconcerti
ombrelli chiusi e ricacarli aperti.
Ma dagli picchia e mena il disgraziato
rese lÆanima a Dio con gran dolore,
e fattagli sezione fu trovato
tutta una galleria dal culo al cuore:
tanto che nel dir lÆultime preghiere
la voce gli sortýa dallo sfintere.
Nessun mosse querela al prete iroso;
anzi quella carcassa intestinale
come un oggetto storico prezioso
venne appesa al Museo del Quirinale,
e un Pontefice poi, mi par Gregorio,
ne fece un calapranzi in refettorio.
Ma cosa val la storia, la dottrina,
la logica, lÆjus pubblico e il privato?
Ammessa pur lÆipotesi cretina
che il metterlo nel culo sia peccato,
dato per un momento e non concesso
che il mio cliente gli ce lÆabbia messo,
da quando in qua, signori, un giovinetto
che il culo sano conservar si vuole,
si reca con un prete in un boschetto
e si china a raccoglier le viole?
Con un prete, la cui fava asinesca
schiacciar poteva un nocciolo di pesca?
Voi stessi, incliti membri, che fareste
quando vi capitasser qui davanti
due mele tenerelle e rotondette
di ellenica beltÓ tutte spiranti,
di cui la superficie Þ si pastosa
da vincere il velluto della rosa?
Se giudicar deggÆio dallÆapparenza,
a ognun di voi, nel rubicondo aspetto,
leggonsi i segni dÆuna ria tendenza;
lo stesso Presidente, ci scommetto,
con quella ghigna da porco beato,
lo metterebbe in culo allÆaccusato.
E qui, Signori, dubitar non posso
che nellÆudir quel vago avvenimento,
il Tribunale non si sia commosso.
Giuro che alcun di voi, pi¨ violento
tacitamente con la man si sfoga
sotto lÆusbergo della sacra toga.
E non si creda questo mio pensiero
sia frutto di mancanza di pudore;
infatti scorgo il Regio Ministero
variar di tratto in tratto di colore,
e se dai movimenti il ver comprendo,
o se lÆÞ fatta o se la sta facendo.
Quindi, Signori miei, sereno aspetto
lÆassoluzion del mio raccomandato;
e gli argomenti non vi fan difetto,
in specie ricordandovi il dettato
che il culo Þ fatto per la gente dotta
e pei villan fottuti cÆÞ la potta.
Presidente
I giudici hanno inteso il difensore
in tali accenti superar se stesso,
e anchÆio nel cazzo sento pizzicore.
Sarei quindi per chiudere il processo
se, data lÆimportanza dellÆaffare
lÆaccusa non volesse replicare.
Pubblico Ministro
Chiedo venia allÆillustre Presidente
se questa volta anchÆio sar= costretto
a replicar piuttosto crudamente
a tutto quanto la difesa ha detto.
Non son uso a sprecar tante parole
nemmen pei cazzi come girasole,
ma quando al vivo sono stuzzicato
con insinuazioni tendenziose
come se lÆÞ permesso lÆavvocato,
e le chiappe divengon melerose,
il foro anale un tenero bocciolo,
e infine mi si dÓ del segaiolo,
allora anchÆio, per quellÆalta morale
dellÆabito, per Dio, che mi riveste,
io pure faccio noto al Tribunale
che forse per scusarsi dalla peste
attaccategliela al culo dal priore,
la difesa parl= con tanto calore.
Un dotto specialista intimo amico
mi disse che il chiarissimo collega
con quella ghigna sua da pappafico
fece col culo al parroco una sega,
e certe creste che gli son cresciute
come la Bionda non ce lÆha mai avute.
Avvocato Difensore
Questa, sangue di Giove, Þ una schifezza
di cui domando conto al Tribunale...
Presidente
Lasci fare, avvocato, Þ una sciocchezza
che non verrÓ trascritta nel verbale...
Avvocato Difensore
Vado in culo al verbale e a chi lo fa:
mi calo gi¨ i calzoni e si vedrÓ.
Pubblico Ministro
La dispenso da usare questo mezzo;
ho il naso delicato, e non vorrei...
Avvocato Difensore
La fica di sua moglie sa di lezzo,
e il Giudice lo sa meglio di lei,
perchÞ saran dieci anni che la chiava,
Pubblico Minister della mia fava!
Pubblico Ministro
Del culo, prego; della fava no,
perchÚ per dir la pura veritÓ
del suo culo pi¨ dÆuno ci parl=,
ma che abbia una fava non si sa;
si calmi dunque, e lasci fare a me,
che quanto al resto poi verrÓ da sÚ.
Avvocato Difensore
Ma io chiedo allÆegregio Presidente...
Presidente
Che si finisca questo schiamazzare;
Lei si metta a seder senza dir niente
mentre lÆAccusa seguita a parlare;
poi, se lo crede, metta il culo fuori,
e lo faccia vedere a quei signori.
Pubblico Ministro
Messa in chiaro la duplice ragione
per cui lÆelegantissimo oratore
parl= con si profonda cognizione
di quel cazzo che par dÆun gladiatore,
Þ inutile avvertir che abbiamo udito
la moglie che difende suo marito.
Nonostante non voglio essere restio
a discutere qui le conclusioni.
Del culo me ne intendo un poco anchÆio
sebben per opposte operazioni,
e quando il destro capita bisogna
non farsi chiuder bocca da vergogna.
Dico dunque, lasciando in santa pace
i cazzi di NoÚ, di Gedeone,
di Sparabuchi, del famoso Aiace
ed il bischero colonna di Sansone,
il culo immondo delle antiche Dee
e le cloache delle donne ebree,
che non Þ storia poi documentata,
tutta la porcheria della Scrittura
tante volte a sproposito citata
dal patron di quellÆempia creatura:
chÚ in quello scorazzar per lÆintestino
cÆÞ dellÆesagerato e non pochino.
lo so che il mondo Þ sempre vivo, e pare,
salvo soltanto qualche piccol danno,
che non accenni punto a declinare;
e che in Francia, dove cÆÞ il malanno
della donna pestosa e sifilitica,
la fica passa avanti alla politica.
Ora, a quanto ci dicon da Galeno,
tutti i medici, e senza alcun ribrezzo,
per avere una donna a ventre pieno
sÆÞ sempre conosciuto un solo mezzo;
e non sÆÞ visto mai neppure un mulo
un figlio vivo partorir dal culo.
Se, come diceva lÆavvocato,
lÆumanitÓ dal tempo degli Egizi
avesse in culo al prossimo sbrodato
poco curando i prossimi orifizi,
trovar non si potea, da chi sa quanto,
quei bischeri che a lui piacciono tanto.
Nemmen voglio discutere se un frate
in culo possa andare a una gallina;
padroni siete pur, se lo bramate,
di chiavar polli da sera a mattina;
in questo caso al pi¨ posso pregare
che voi non mÆinvitiate a desinare.
Non desidero poi di far confronti
con la storia alla mano e con la legge,
sebbene mille ne tenessi pronti;
lÆano Þ per me la via delle coregge,
e se a qualcun gli piace, e ci si caccia,
tanti saluti e che buon pro gli faccia.
Le leggi poi che attraversando i tempi
son giunte fino al codice penale,
non hanno, chÆio mi sappia, offerto esempi
da rendere benigno il Tribunale;
anzi, questo consesso illuminato,
condannerÓ di certo lÆimputato.
Anzi se dobbiam creder a Platone,
che neppure chiavava al modo usato
beandosi dÆun bacio e dÆun segone
fatto alla faccia dellÆoggetto amato,
lÆantica Grecia permetteva appena
di dar la fia dal lato della schiena.
Nel medio evo qualche tirannello
os= di rincular delle puttane,
e qualchedun ficc= lÆavido uccello
nel bianco culo delle sue villane;
ma bisognava che non si sapesse
chÚ queste erano cose non ammesse.
Ora poi non saprei con qual diritto
un prete mi dovrebbe rinculare;
dato pure che avesse il cazzo dritto
e che fossÆio a farglielo rizzare,
si sfoghi pure a seghe ed a rosari,
ma lasci stare il culo e tutti pari.
Capisco che ridotto a questi estremi
un prete senza culo Þ come dire
una barchetta sciolta e senza remi;
ma dico, e ne dovete convenire,
che chi ha la fava con i suoi pendagli
o non si faccia prete, o se la tagli.
Qui calza una parentesi: la fava,
che ha mandato lÆuomo in perdizione,
se il Creatore la dimenticava
nei pochi giorni della creazione,
nessun lÆavrebbe certo domandata
a costo di buttarsi alla leccata.
Gli stimoli del bischero son tanti
che in fondo poi bisogna compatire
se va didietro chi non va davanti;
ma non si deve, nÚ si pu= soffrire
che vada in culo un prete sbarazzino
chÆha cento donne intorno a far pochino.
Coi coglioni che mostra lÆaccusato,
e il bischero che tocca le ginocchia,
e con quel suo parlar dolce e melato
cÆÞ da chiavarsi tutta la parrocchia.
NÚ si pu= concepir come un ragazzo,
rapisca a tanta fica un tale cazzo.
Concludo col tirar la conseguenza
che il parroco in quei giorni era impestato,
perci= costretto a lunga astinenza
da quando conosceva lÆavvocato;
e il cul rompendo della parte lesa
abus= del prestigio della Chiesa.
Avvocato Difensore
Non posso tollerar pi¨ lungamente...
Pubblico Ministro
Ed io son stanco dÆessere interrotto.
Quando parlava lei non dissi niente,
e colpa non ce nÆho se ha il culo rotto...
Presidente
La finisca una volta, porco maiale,
o lo faccio buttar giÓ dalle scale!
Pubblico Ministro
La parentesi Þ chiusa, e giungo al fine,
attraverso un discorso irto di cazzi,
di luride chiavate adulterine
e di sbrodate lunghe come razzi,
a ribatter lo stral, se ben comprendo,
che la difesa mi lanci= fuggendo.
Dunque dice il simpatico collega
che non andar nel culo Þ da villani.
Questo non Þ, boia cane, vero una sega,
e tengo delle prove nelle mani,
delle prove di fatto concludenti
per le quali dar= due schiarimenti.
Io come tutti gli uomini ho una fava
che, senza le asinesche proporzioni
che tutto allegro il difensor citava,
pure si regge bene sui coglioni;
e spesso Þ disturbata dal prurito
di ficcarsi nellÆuno o lÆaltro sito.
Ora, quando ho ceduto alla lusinga
di due mele bianchissime e pienotte,
il bischero mÆÞ parso una siringa
nei buchi riuniti di tre potte;
e non ho mai provato con certezza
che il cul possa vantarsi di destrezza.
Senza contare poi che lÆintestino
Þ ripieno di merda oltre ogni dire;
e mettere la fava in un bottino
non Þ cosa che possa divertire,
specialmente pensando che allÆuscita
porta con sÚ lÆumor della ferita.
Conclusion: son diverse le opinioni
come in tutte le cose che si fanno,
ma contro il cul portando le ragioni
non credo affatto dÆessere in inganno.
Ci vadan pure i dotti; io dico intanto
che vado nella fica e me ne vanto.
Presidente
Vedo con dispiacere lÆavvocato
far dei versacci al Regio Ministero,
perchÚ da difensor fatto accusato
ha posto innanzi al Tribunale intero
il culo, con le stigmate ovver senza
del bischero in questione nellÆudienza.
Raccomando la calma ed il rispetto
in questa sala sacra alla Giustizia.
Ognun si deve togliere dal petto
ogni segreta idea dÆinimicizia,
e guardar soprattutto le espressioni
che detta il giuramento dei coglioni.
Non tollero si parli a me dinanzi
senza le proprietÓ raccomandate
da quel rispetto che dicevo dianzi,
e che dal galateo ci son dettate.
Chiedo dunque al chiarissimo oratore
di cercar di frenare il proprio ardore.
Aggiungo che fra poco a casa mia
il desinare Þ pronto e mi si guasta,
e se fra unÆora al pi¨ non vado via
colla da scarpe mi divien la pasta.
Io lascio dunque la parola a lei,
avvertendo che ho fame e son le sei.
Avvocato Difensore
Voglia scusar lÆillustre Presidente
il gesto di sorpresa e di ribrezzo
che mi sfuggý di certo incosciamente
nel sentir cose a cui non sono avvezzo;
cose che per la loro enormitÓ
la fava stessa mi si ammalerÓ.
Non questo Þ il luogo adatto nÚ il momento
di ribattere qui le cose udite;
quelle parole lÆha rapite il vento
nÚ mi curo che vengan perseguite.
Potrei cosý far credere davvero
prender sul serio il Regio Ministero.
Che il mio buco del culo Þ sempre pronto
alla prova del bischero rizzato,
il Tribunal deve tenerne conto
per la diffamazion dellÆavvocato;
e mi concedo chiedere il permesso
di dire a lui se potrÓ far lo stesso.
Porgo dopo di ci= i ringraziamenti
al Tribunale che finor tediai,
ed aspetto, miei giudici sapienti,
lÆassoluzione che raccomandai,
e quindi, in tal pensier che mi consola,
mi seggo rinunciando alla parola.
Presidente
LÆaccusa, e avendo ancora la difesa
rinunziato a parlare ulteriormente,
e i testimoni escussi, siam dÆintesa
che il dibattito cessi finalmente.
Se qualcosa dÆaggiungere ha pensato,
in piedi sÆalzi e parli lÆimputato.
Imputato
Nel corso del processo si Þ sentito
dirne sul conto mio di bianche e nere;
perci= del Presidente il caro invito
di parlare, raccolgo con piacere.
AcciocchÚ la ragion sia ben intesa
ai giudici esporrei la mia difesa.
Son poche le parole che giÓ in fretta
ho pensato allorquando il mio avvocato,
preso da quella foga benedetta
senza curarsi di riprender fiato,
sciorin=, pi¨ dellÆavvocato Cassi,
coglionerie da far crepare i sassi.
Mi lasci dire, e veda se ho ragione;
e ci= glielo dimostro in due parole:
come Le par che regga il paragone
della mia fava con un girasole?
Chi afferma allÆudienza e lo sostiene
vuol dir che la conosce molto bene.
Di qui non sÆesce, ed Þ questo un assioma
senza bisogno di dimostrazione;
se attribuisce al cazzo mio una chioma,
e non ritira questa osservazione,
il pubblico Þ convinto, ci scommetto,
che il suo buco del culo non sia stretto.
E passo quindi allÆinsinuazione
con tanto ardire in pubblico gettata
della quale farÓ ritrattazione,
se non, cÆÞ la querela preparata,
che un perito dellÆarte ha riscontrato
che ci ho il culo del buco rovinato.
E neppure voÆ ribattere le accuse
che mÆha lanciato la parte civile.
Non ci son creste o scoli: sono scuse,
la fava Þ liscia liscia. + tutta bile:
perchÚ richiesta un di gliela negai,
oggi mi trovo qui fra tanti guai.
Se dai culi le pompe hanno funzione
di toglier gli escrementi uso bottini
io non so nulla; e poi se la Nazione
sopra uno stronzo ha messo un ragazzino,
che colpa nÆho? Oualcuno in settimana
ci pu= schiaffar la cronaca Romana.
Il vescovo dovrebbe a mio parere
protestare con foga e con passione;
ma questa Þ bella; state un poÆ a vedere
che un pochino alla volta, Dio birbone,
quando nel mondo un culo hanno spaccato
danno la colpa al povero curato.
E questo Þ giusto? Certo il Tribunale
chÆÞ composto da gente di giudizio
saprÓ scoprire donde viene il male.
DÆandare in cul, Signori, non ho il vizio,
e se un dý questo mal mi si Þ attaccato
Þ stato a frequentare il mio avvocato.
Del perito? ce lÆha? Legalizzato?
Lo mostri, ed io mi cheto sul momento;
ma fino a che non me lÆavrÓ mostrato
il Tribunale non sarÓ contento.
Io posso sostenere che nel sedere
non ci ho preso finora che un clistere.
Se una prova ne vuole il Tribunale,
che mi si porti un uovo non bazzotto:
io lÆintroduco dentro il foro anale,
e dopo anche il pi¨ grande sempliciotto
se ci vede potrÓ ben osservare
e le ventitrÚ crespe mie constatare.
Non trentacinque, come erroneamente
osserv= poco fa la mia difesa.
Ma basta, e che si tenga bene a mente
questa lezione che da me si Þ presa.
E pria di calunniare un uomo invano
sul cuore deve mettersi una mano.
Pensi che ha bazzicato giÓ un Priore
dalla fava, lui dice, animalesca;
pensi che cÆÞ venuto a tutte lÆore;
dal fin qui detto, non le par che ne esca
il legittimo dubbio alle persone
che lÆaiutai a far la digestione?
Neppur risponder voglio al Ministero
che del mio cazzo sa le dimensioni.
Del neo sul cornicion non fo mistero,
ma mi sembra che tali affermazioni
possan far ritenere al popolino
chÆegli ci abbia discorso da vicino.
Mi si perdonin queste digressioni;
solamente ho voluto dimostrare
di avere il culo in buone condizioni;
e quanto al cazzo dalle forme rare
si devon figurare chÆho un pipino
come potrebbe averlo un lor bambino.
Rancor non tengo per le sue parole
allÆavvocato che mi ha mal difeso;
egli Þ padron di dir quello che vuole:
nel culo non ce lÆho messo nÚ preso;
e invocando giustizia e non clemenza
impassibile attendo la sentenza.
Sentenza
In nome dello Scazzi, imperatore della
potta, del culo e dÆaltri siti,
del fottisterio sommo reggitore,
autocrate e signor dei buchi aviti,
e protettore dellÆamor carnale;
di Babilonia il Regio Tribunale
la sentenza seguente ha pronunciato
nel processo che trovasi pendente
contro Sculacciabuchi, chÆÞ imputato
dÆatti osceni, lascivi e violenti
commessi con astuzia viperina
su persona minore e mascolina.
Ritenuto che Adone Culostretto
e Don Sculacciabuchi fiorentino
addi trentuno marzo, in un boschetto
si andavano nel culo, e lý vicino,
sospirando coperti dalle fronde
come persona stitica che ponde;
Considerato che una testimone
dice di aver veduto solamente
lÆuccello al prete fuori del calzone
senzÆalcun altro indizio concludente;
e avendo detto un altro sempliciotto
che non sa chi era sopra e chi era sotto.
AttesochÚ, nel dubbio, il Tribunale
non pu= applicar lÆarticolo sessanta
e nemmeno lÆarticolo novanta
e trentasei del Codice Penale
che dice: CadrÓ in multa un cittadino
sorpreso dentro un culo mascolino.
Ha per questi motivi condannato
a pagare le spese il querelante;
e senzÆaltro proscioglie lÆimputato
dallÆaccusa lanciatagli infamante,
applicando la gran legge del Menga,
che dice: Chi lÆha in culo se lo tenga.
Oppur la stessa legge di Bisenzio
chÆÞ di pigliarlo in culo e far silenzio.
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